C’era una volta… Guerino Gottardi, il jolly tra i fenomeni

Gottardi con Aron Winter

Gottardi con Aron Winter

Gli inglesi li chiamano super-sub, quei giocatori che entrano in campo e tirano fuori la magia decisiva. Uno dei più famosi degli ultimi anni è stato senza dubbio il norvegese Ole-Gunnar Solskjaer, ai tempi del Manchester. Ma aldilà degli altisonanti aggettivi anglofoni, vogliamo ricordare Guerino Gottardi come un esemplare in via d’estinzione, in un’epoca in cui i giocatori cambiano spesso squadra inseguendo fama e gloria. Lui no: ha giocato nella Lazio dal 1995 al 2004, collezionando si e no 100 presenze soprattutto nei primi anni. Abbastanza per definirlo una bandiera? Senza dubbio!

La storia di Guerino parte dalla Svizzera. Esordisce negli Young Boys prima di mettersi in luce con il Neuchatel Xamax, quella squadra che curiosamente porta nel nome un gioco di parole del suo fondatore (Max Abegglen). Il giovane Gottardi è veloce, tecnico e sa interpretare bene sia la fase difensiva che quella offensiva, su entrambe le fasce. Ha le idee chiare, rifiuta la chiamata della Nazionale elvetica in quanto, essendo in possesso della doppia nazionalità, punta a vestire la casacca Azzurra. Nel 1995 ha l’occasione di vestire quella biancoceleste della Lazio, e nel primo anno scende in campo 20 volte in campionato. Questo resterà il suo record, perché Cragnotti ha intenzioni stellari e porta a Formello un sacco di stelle; per Guerino, chiuso da Favalli, Negro, Pancaro e affini c’è un ruolo da riserva di lusso… e che lusso!

Appena arrivato

Appena arrivato

Il 21 gennaio del 1998 la Lazio disputa i quarti di finale di Coppa Italia, ed in programma c’è il derby di ritorno. I biancocelesti, forti del 4-1 dell’andata, si trovano di fronte a dei rivali vogliosi di uscire da una serie di stracittadine perse. Al 94′ il risultato è inchiodato sull’1-1 quando Gottardi, subentrato a Rambaudi una ventina di minuti prima, sfugge all’altissima difesa di Zeman e batte Konsel, realizzando il gol della vittoria. Memorabile in seguito uno striscione dei supporter laziali (Meglio un Go… tardi che mai). L’apoteosi dell’italo-elvetico arriva però nella finale di ritorno della stessa competizione. L’avversario è il Milan, che s’era imposto a San Siro per 1-0 grazie ad un gol di Weah nel finale. Il ritorno all’Olimpico si mette male i padroni di casa, grazie a una punizione di Albertini che batte Marchegiani ad inizio ripresa. Al 50′ Eriksson si gioca la carta Gottardi, sostituendo il centrale di difesa Grandoni. Nel giro di otto minuti (!)l’italo-elvetico segna la rete del pareggio e rimedia il rigore – poi trasformato da Jugovic – che vale il sorpasso. La storia ci ricorda che la rete della vittoria porta la firma di capitan Nesta, ma senza dubbio la finale del ’98 è La Finale di Gottardi!

Pancaro e Nesta lo eleggono Re!

Pancaro e Nesta lo eleggono Re!

Per il resto, col passare delle stagioni Guerino gioca sempre meno, partecipando marginalmente ai successi dell’era Cragnotti. Si distingue per la grande serietà e per saper essere un uomo spogliatoio. Si leva anche una grossa soddisfazione quando, il 13 febbraio del 2001, a sei minuti dalla fine segna il gol del 2-2 in un Real Madrid-Lazio di Champions. Purtroppo l’impresa viene cancellata da un rigore assegnato dal crudele Veissiére, che permette a Figo di portare i madrileni sul 3-2.

Negli ultimi tre anni le presenze del terzino si diradano fino a raggiungere lo zero. Il tentativo di rilanciarsi come centrocampista offensivo culmina con una chance ricevuta da mister Mancini in occasione di uno Sparta Praga-Lazio di Champions, il 9 dicembre del 2003. Gottardi non gioca dal primo minuto da un anno, ma si distingue come uno dei migliori in campo nonostante la sconfitta (1-0) che condanna i biancocelesti ad uscire dal torneo. Si ritira a termine della stagione successiva, entrando in seguito a far parte per un breve periodo dello staff tecnico delle giovanili della Lazio. La convocazione nella Nazionale italiana non è mai arrivata, ma di certo Gottardi ha saputo ritagliarsi un posto speciale in una squadra che, nell’era Cragnotti, vantava un roster di fenomeni in tutti i ruoli!

In azione contro lo Sparta Praga

In azione contro lo Sparta Praga

 

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