Nel nostro cammino verso Euro 2016 siamo giunti alla tappa Azzurra. L’Italia ha concluso il suo cammino di qualificazione in testa Gruppo H, restando imbattuta; tuttavia, la spedizione guidata da Antonio Conte desta in molti un leggero scetticismo, alimentato dalle assenze di Marchisio e Verratti. Ma la squadra, seppur lontana dai fasti dei passato, ha comunque degli assi della manica che le permettono di sperare in un risultato positivo. Il Gruppo E prevede tre sfide difficili: si parte con il forte Belgio (13/6 a Décines-Charpieu), poi c’è la Svezia di Ibrahimovic (17/6 a Tolosa) per poi concludere con l’insidiosa Irlanda (22/6 a Villeneuve-D’Ascq). Curiosamente, anche nel 2012 gli Azzurri giocarono l’ultima partita del girone contro l’Eire.

Rispetto a quattro anni fa, quando l’Italia raggiunse un po’ acciaccata la finale contro una Spagna extraterrestre, la rosa ha subito comprensibili modifiche. Alcuni giocatori chiave sono invecchiati, altri non fanno più parte della nazionale e purtroppo qualcuno ha subito un’involuzione. Primo fra tutti ovviamente Mario Balotelli, del quale anche i più pessimisti non potevano pronosticare un tracollo così repentino. Con all’attivo due gol totali negli ultimi due campionati, l’attaccante rossonero è fuori dai giochi nonostante sulla carta sia uno dei talenti più forti del pianeta.

Punti di forza

Tre nomi: Gianluigi Buffon, Giorgio ChielliniLeonardo Bonucci. I pilastri della difesa bianconera costituiranno la Linea Maginot della retroguardia azzurra, coadiuvati dal compagno di squadra Andrea Barzagli, inossidabile e sicuro. Per il resto, si punta su alcune individualità di spicco che, nell’ultimo campionato, hanno dato segnali positivi. Al primo posto mettiamo Alessandro Florenzi, componente essenziale dei meccanismi della Roma e oramai consacrato come uno dei migliori centrocampisti della Serie A. Sul settore di sinistra si prevede un interessante ballottagio tra due talentuosi “rigenerati”: Emanuele Giaccherini, fondamentale per la salvezza del Bologna, e Stephen El-Shaarawy, rivitalizzato dal brillante gioco spallettiano. Date le assenze avrà spazio anche Marco Parolo, che pur non avendo confermato nell’ultima annata gli ottimi segnali delle stagioni precedenti, rimane un centrocampista completo. Tra i punti di forza mettiamoci anche il tecnico Antonio Conte: sebbene all’orizzonte ci sia lo Stamford Bridge, l’ex tecnico juventino vorrà chiudere in bellezza quest’avventura vissuta tra numerose polemiche.

Punti deboli

State per leggere qualcosa di retorico, forse anche amaro: pensate a quanti grandi bomber della Serie A non hanno mai giocato in azzurro. Solo l’Italia poteva concedersi il lusso di lasciare a casa i capocannonieri del proprio campionato, maestri del gol come Protti e Hubner, ma anche onesti uomini d’area come Amoruso e Maniero. E ora, anno 2016, l’Italia non ha un vero e proprio finalizzatore di livello mondiale. Ammiriamo comuqnue il talento di Graziano Pellè, solido centravanti che ha segnato complessivamente 73 gol negli ultimi quattro campionati, 23 dei quali nel difficile mondo della Premier League. Su di lui poggia il peso dell’attacco, e speriamo che la sua buona esperienza internazionale possa regalarci piacevoli sorprese. Grandi alternative non ci sono: Simone Zaza ha qualità indiscusse, ma nell’ultima stagione è rimasto chiuso dai vari Mandzukic e Morata, mentre l’interista Eder ha subito un preoccupante calo che lo ha reso lontano parente del campione visto in blucerchiato. Nonostante ciò ha buone possibilità di giocare titolare, dato che Conte lo considera tatticamente molto utile.

Altra nota dolente è l’assenza di un playmaker di centrocampo. Per anni Andrea Pirlo ha funto da insostituibile fonte di gioco, ma ora è difficile delineare un degno erede. Riccardo Montolivo ha rinnovato col Milan, nonostante i tifosi non siano esattamente entusiasti delle sue prestazioni altalenanti; Thiago Motta non ha più la brillantezza di un tempo, mentre Daniele De Rossi ha accusato la concorrenza delle nuove leve giallorosse. In ballo anche Jorginho, da poco naturalizzato italiano. Ma chi avrà davvero le chiavi del gioco, “lì nel mezzo”?

Convocati

Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Federico Marchetti (Lazio), Salvatore Sirigu (Paris Saint Germain)
Difensori: Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Angelo Obinze Ogbonna (West Ham)
Esterni: Federico Bernardeschi (Fiorentina), Antonio Candreva (Lazio), Matteo Darmian (Manchester United), Mattia De Sciglio (Milan), Stephan El Shaarawy (Roma)
Centrocampisti: Daniele De Rossi (Roma), Alessandro Florenzi (Roma), Emanuele Giaccherini (Bologna), Thiago Motta (Paris Saint Germain), Marco Parolo (Lazio), Stefano Sturaro (Juventus)
Attaccanti: Citadin Martins Eder (Inter), Ciro Immobile (Torino), Lorenzo Insigne (Napoli), Graziano Pellè (Southampton), Simone Zaza (Juventus).

Valutazione squadra: 7/10

Curiosità “europee”

  • L’Italia non vince gli Europei dal 1968, quando ospitò la manifestazione per la prima volta. In quell’occasione gli Azzurri affrontarono in finale la forte Jugoslavia di Dzajic e Musemic e servirono due partite (all’epoca c’era la ripetizione in caso di pareggio) per conquistare il titolo. Dopo l’1-1 dell’8 giugno, due giorni dopo Gigi RivaPietro Anastasi (2-0) permisero all’Italia di conquistare il suo primo trofeo del Dopoguerra.
  • Scotta ancora la sconfitta subìta contro la Francia a Euro 2000. Il golden goal di David Trezeguet spense le speranze di un gruppo che aveva conquistato la finale a seguito dell’epica sfida contro i Paesi Bassi.
  • Per Gigi Buffon si tratta “solo” del quarto europeo, in quanto a Belgio-Olanda 2000 dovette dare forfait a causa di un infortunio. 

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