Focus sulla Serie B: comanda il Crotone, cinquina Cesena. Marchi e Avenatti: il risveglio dei bomber.

Ben nove vittorie casalinghe, alcune pesantissime, contraddistinguono l’ottava giornata di Serie B: un solo segno 2, quello del Pescara a Trapani, ed un solo pareggio, il rocambolesco 3-3 tra Avellino e Brescia nell’anticipo del venerdì.

Partiamo proprio da questo: al “Partenio” l’Avellino vuole fare punti e tornare ad un successo che lo allontanerebbe dalle ultimissime posizioni, mentre il Brescia vuole confermare quanto di buono fatto nelle ultime giornate. Gara che si accende subito, perché dopo tre minuti capitan Arini in scivolata spinge dentro un cross di D’Angelo e porta avanti i suoi. Il Brescia giostra meglio la manovra, ma non sembra impensierire più di tanto i padroni di casa, fino al 40′, quando Arini e Visconti si scontrano ostacolandosi a vicenda in area e Geijo è liberissimo di insaccare il pallone offertogli da Kupisz. Prima dell’intervallo Minelli salva su Tavano e Trotta, ma subito dopo la pausa deve arrendersi al sinistro di Roberto Insigne, che riporta avanti gli uomini di Tesser. A questo punto però, Kupisz sale in cattedra e firma una doppietta, sfruttando prima un cross basso di Venuti e poi un traversone di Rosso sul quale la difesa irpina è mal posizionata. Sembra farsi nera per l’Avellino, ma a salvare la baracca ci pensa il subentrato Bastien (classe ’96), che dribbla metà squadra avversaria e di sinistro batte Minelli. Nel finale i campani tentano anche il colpaccio, ma tra la conclusione di Mokulu ed i 3 punti c’è di mezzo il palo, che salva i bresciani e mette la parola fine all’incontro.

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Passando alle partite del sabato, pesante affermazione del Crotone che annienta un Livorno in caduta libera e vola da solo in testa alla classifica: allo “Scida” finisce 3-0. Per la prima mezz’ora la gara è abbastanza bloccata, poi gli uomini di Juric alzano il ritmo e passano in vantaggio al 36′ con Balasa, bravo a seguire un’azione collaudata da De Giorgio e Stoian e rifinita da Martella: sul cross dell’esterno Budimir non arriva ma il rumeno scuola Roma si, trovando la prima gioia personale in stagione. Prima dell’intervallo c’è tempo anche per il palo colpito da Budimir, poi, nella ripresa, la partita cambia al 65′: Jelenic ci prova senza fortuna per gli amaranto e sul capovolgimento di fronte il Crotone raddoppia con il neoentrato Torromino, che sfrutta un retropassaggio di testa da incubo di Morelli a Pinsoglio e chiude il match. A sei minuti dal termine c’è spazio anche per Capezzi che, servito da Torromino dopo una bella azione sulla catena di sinistra, mette a segno il punto del 3 a 0. Festa grande a Crotone, mentre a Livorno è crisi nera.

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Il Novara riesce nell’impresa di giornata battendo tra le mura amiche un Cagliari reduce dalla seconda sconfitta in trasferta consecutiva. Le importanti assenze non hanno impedito ai ragazzi di baroni di giocare un match superlativo, così come lo è il goal che vale i tre punti: traversone di Evacuo, controllo di Gonzalez che salta Ceppitelli con un tunnel ed infila Storari con un tocco freddo di esterno sinistro. Per i sardi ci prova Joao Pedro, ma la sua rovesciata termina di poco alta sopra la traversa. Nel secondo tempo il Novara resta addirittura in 10 uomini, visto che Garofalo, subentrato, si fa male a cambi esauriti; ma ciò non compromette il risultato finale, anche perché prima Joao Pedro (su suggerimento di Di gennaro) e poi Cerri (di testa) sono imprecisi sotto porta e il pareggio, per la compagine di Rastelli, non arriva. I rossoblu lasciano tre punti per strada, ed anche la testa della classifica, mentre il Novara esce dalla zona playout e si fa una bella iniezione di fiducia.

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Non approfitta del passo falso del Cagliari il Bari, che a Terni soccombe 3-0 a cospetto di una Ternana rivitalizzata. La partita si decide in sedici minuti, dal 25′ al 41′ del primo tempo, e nella ripresa i pugliesi non riescono a reagire, rimanendo così fermi a quota 14 al pari dello Spezia. La Ternana invece abbandona l’ultima posizione e si appaia al terzultimo posto insieme al Perugia, che affronterà la prossima settimana in un derby umbro che si prospetta già caldissimo ed ostico.
Torniamo però al match, che si sblocca alla metà del primo tempo quando Furlan, autore di una gran fuga sulla sinistra, pennella un cross delizioso per la testa di Belloni, che fa 1-0. Otto minuti più tardi, il cross arriva dalla destra da parte di Zanon: qesta volta a colpire di testa è Avenatti, che trova un goal fondamentale e finalmente si sblocca, dopo essere rimasto a secco per le prime sette giornate. Al 41′ è invece Falleti, subentrato al posto dell’infortunato Cocco, a trovare il definitivo 3-0 grazie ad un destro sotto la traversa che non lascia scampo a Guarna. Nella ripresa bravissimo Mazzoni su Rosina, poi Busellato sfiora addirittura il quarto goal, prima che il triplice fischio del direttore di gara sancisca la fine.

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Nell’unica vittoria esterna, il Pescara sbanca il “Provinciale” e infligge al Trapani la prima sconfitta stagionale. Gara già in discesa dopo cinque minuti per gli uomini di Oddo, perché Lapadula insacca a Nicolas battuto dopo una bella combinazione tra Caprari e Benali. Proprio quest’ultimo trova il raddoppio, che coincide con il suo primo goal in campionato, al 29′, con un destro deviato di poco che inganna però Nicolas. Ad inizio secondo tempo arriva addirittura il tris, che taglia le gambe ad un Trapani che stava provando a riorganizzarsi: lo firma Caprari in ripartenza. Lapadula sfiora addirittura il poker e a nulla servono gli ingressi di Basso e Coronado, con il conseguente cambio di modulo, ai ragazzi di Cosmi.
Curiosità: il Trapani non perdeva in casa dal Gennaio scorso, anche allora la sconfitta arrivò per mano del Pescara (finì 4-2 per gli abruzzesi).

Perde l’imbattibilità stagionale anche il Vicenza, che a Vercelli si deve arrendere alla prima di Foscarini in panchina. Partita speciale per Ettore Marchi, che l’anno scorso si ruppe l’avambraccio proprio in questa gara: al 26′ l’attaccante di Gubbio chiude però il cerchio e torna a quel goal che tanto mancava, sia a lui sia alla Pro. Il raddoppio porta la firma di Urso, che sbaglia porta e porta così a due le marcature per i piemontesi. Nel secondo tempo, Raicevic accorcia su assist di Galano, poi, subito dopo, Di Roberto si mangia il 3-1. Vigorito salva su Mustacchio, mentre dalla parte opposta è Giacomelli a provarci, ma la sua rasoiata trova attento Pigliacelli. A nulla vale l’assalto finale dei biancorossi (che in precedenza avevano recriminato per un goal annullato a Giacomelli per fuorigioco), che devono alzare bandiera bianca per la prima volta in campionato.

Ritrova i tre punti il Modena di Crespo, che batte un Ascoli in forma grazie a due rigori di Mazzarani. Il primo arriva al 27′ della ripresa, per un fallo di Pirrone su Stanco, mentre il secondo al 90′ per un fallo ingenuo di Addae (entrato da un minuto) sullo stesso Mazzarani. Sullo 0-0 l’Ascoli, autore oggi di una prova opaca, era rimasto in dieci per l’espulsione di Canini (fallo da ultimo uomo su Calapai). I marchigiani avevano trovato anche il pareggio, con Giorgi che si traveste ancora da cannoniere (già tre gol per lui, lui che cannoniere proprio non lo è), e batte Provedel con un sinistro dal limite dopo un’uscita a vuoto di quest’ultimo. Ma nel finale, come già detto, l’ennesima ingenuità difensiva consegna al Modena tre punti d’oro.

Chiudono il pomeriggio due 1-0: a Chiavari l’Entella supera una Salernitana in caduta libera e che finisce ancora una volta in dieci uomini. Al nono minuto Strakosha combina un pasticcio non trattenendo un traversone proveniente dalla destra e Costa Ferreira insacca il più facile dei goal. Episodio che decide la gara, assieme all’espulsione di Pestrin per proteste: dopo essere stato ammonito, il capitano della Salernitana fa un gestaccio (forse ai tifosi di casa) e per il direttore di gara la sua partita finisce qui; gli uomini di Torrente si ritrovano così per l’ennesima volta in 10 contro 11 per buona parte del match. Nella seconda frazione di gioco, ci provano comunque i campani, anche se è l’Entella ad avere qualche occasione per raddoppiare: Strakosha, però, si fa perdonare, almeno in parte, e il punteggio non cambia più. Sette punti in tre partite per i liguri, zero per la Salernitana che ora è quint’ultima.

A Lanciano, dopo una partita bruttina e con poche emozioni, vincono i padroni di casa. Non gioca neanche male la Virtus, ma negli ultimi venti metri manca qualcosa, mentre il Como si difende bene ma anch’esso deficita in attacco. Nonostante ciò i lariani hanno l’occasione per passare in vantaggio con Borghese (colpo di testa su calcio d’angolo battuto da Bessa) e Gerardi, poi con la quasi autorete di Aquilanti. Nel secondo tempo è ancora Gerardi ad andare vicino al goal dello 0-1, ma Aridità si supera e salva i suoi, prima che Borghese stenda in maniera a dir poco ingenua Ferrari in area di rigore. Dal dischetto va Piccolo (entrato nel secondo tempo) e la sua esecuzione è magistrale. Vittoria importante per il Lanciano, che respira un po’ dopo gli ultimi risultati, mentre il Como perde ancora ed è ultimo da solo.

Nel primo posticipo, alla domenica pomeriggio, il Latina supera 2-1 il Perugia in rimonta. In vantaggio gli ospiti grazie ad un tocco di Del Prete dopo una respinta di Dellafiore su un tiro dalla distanza. Ma il vantaggio dura poco, perché i padroni di casa trovano prima il pareggio con Ammari, bravo a raccogliere un calcio d’angolo di Scaglia, poi lo stesso Scaglia serve Acosty che conferma il suo gran momento di forma e sigla il 2-1 di testa. Ci provano da fuori gli umbri, ma Lanzafame, Rizzo e Spinazzola trovano un ottimo Di Gennaro. Nella ripresa, Perugia vicino al pari con Del Prete, che a botta sicura colpisce il palo. Espulso mister Iuliano per proteste: nel recupero ci prova Ardemagni, ma il suo colpo di testa finisce sul fondo.

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Monday Night” scoppiettante al “Manuzzi” di Cesena, dove arriva uno Spezia lanciatissimo a 14 punti, uno in più dei padroni di casa, reduci dallo stop di Cagliari. Questa volta, a differenza della settimana scorsa, il big-match sorride ai cesenati, che però iniziano in salita: al 9′, infatti, su angolo di Brezovec, è Postigo ad insaccare di testa il goal che permette allo Spezia di passare in vantaggio. Passano tre minuti e Capelli coglie il palo su azione similare dall’altra parte. Partita molto vivace e di ottima qualità, con lo Spezia che agisce per vie laterali cercando di mettere in difficoltà l’avversario, in particolar modo con il mai banale Situm. Con il passare del tempo, però, il centrocampo del Cesena acquista fiducia e con esso tutta la squadra: dopo i tentativi di Kone, Garritano e Djuric (incredibile Chichizola nell’occasione), arriva il pareggio a dieci secondi dall’intervallo, grazie a Garritano, che elude il fuorigioco ospite ed infila Chichizola.
Il goal prima dell’intervallo, si sa, può cambiare completamente la partita, e proprio così è stavolta: nella ripresa Garritano firma la sua doppietta personale al 5′, poi Sensi libera Ragusa con una palla deliziosa in verticale e Postigo lo stende. In realtà il fallo è di poco fuori dall’area di rigore, ma per Nasca è dentro (difficile comunque valutare in diretta): dal dischetto si presenta Sensi che trasforma magistralmente. Lo Spezia si innervosisce e Situm causa un altro rigore per un fallo ingenuo su Garritano: dal dischetto c’è gloria anche per Djuric (fresco di goal decisivo con la Bosnia). Catellani rischia il rosso diretto per fallo di frustrazione su Sensi, prima che Kone spacchi la porta con un potente destro da dentro l’area e fissi il punteggio su un troppo severo, per i valori delle due squadre, 5-1.

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Testa della classifica che cambia ancora, questa volta a comandare c’è il Crotone di Juric, sorpresa (o forse neanche troppo) del campionato. A parte il Cesena, rallentano tutte quelle davanti, mentre scala posizioni il Latina. Scendendo, ottimo momento della Virtus Entella, che si porta a metà classifica, mentre torna al successo una Pro Vercelli che non vedeva i tre punti dalla prima di campionato.
Per chiudere, un dato statistico: con le sconfitte di Trapani e Vicenza, non ci sono più imbattute in campionato.

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