LUC NILIS, il miglior partner d’attacco secondo “Il Fenomeno”

Sì, mi sembrava doveroso anteporlo a tutto il resto, e lo ripeto perché tutti lo interiorizzino nell’atto di ricordare questo genio di nicchia del calcio, tolto alla gioia degli occhi da un tragico infortunio nel 2000 all’età di 32 anni: Ronaldo, nel 2011, in un’intervista dichiarò di aver avuto nella sua carriera tantissimi campioni a sostenerlo in attacco con cui si trovò benissimo, ma fu LUC NILIS il suo partner preferito, per la sua generosità ed il modo in cui riusciva a metterlo in porta, oltre alle sue qualità individuali.

Ma non solo Ronaldo spese parole di stima: Ruud Van Nistelrooij forse fece anche di più, affermando che Nilis fu uno dei migliori se non il miglior giocatore con cui avesse mai giocato.

Procediamo con ordine però, e ripercorriamo le tappe della carriera di Lucky Luc, il soprannome che i suoi tifosi gli hanno dato (si capisce il perché solo vedendo quante volte mise alla prova le leggi della fisica con le sue prodezze).

 

Belga di Hasselt, nato nel 1967 il 25 maggio. Tirò i primi calci al pallone nell’ Halveweg Zonhoven dove rimase fino al 1980, anno in cui approdò nel settore giovanile del Winterslag (l’odierno Genk) dove rimase fino ai 17 anni nelle squadre Under per poi distinguersi in Prima Squadra nelle stagioni 84-85 e 85-86 (47 presenze e 16 gol in due stagioni). L’Anderlecht lo notò e lo portò nella sua rosa che non aveva ancora compiuto 20 anni, era l’inizio della stagione 86-87. Da buon club cantera qual era già ai tempi, svezzò il talento di Nilis e lui lì ripagò con 224 presenze e ben 127 gol in 8 anni, dal 1986 al 1994.

Da qui la decisiva svolta, ovvero l’arrivo al PSV Eindhoven nello stesso anno di Ronaldo (allora nemmeno 20 enne) con cui regalò spettacolo vero al Philips Stadion pur non arrivando a vincere il titolo in nessuna delle due stagioni insieme, solo una Coppa d’Olanda (95-96). Sempre spettacolare ma con aggiunta di migliori risultati invece è la convivenza con Ruud Van Nistelrooij, con cui invece vinse l’Eredivisie nella stagione 99-00 prima di trasferirsi in Premier all’Aston Villa, dove sfortunatamente dopo 3 presenze in campionato in altrettante giornate, la sua carriera finì, senza però aver lasciato la piazza dubbiosa sul suo talento.

Infatti diede prova di sè già in precampionato ed Intertoto dove segnò al debutto. In Premier iniziò subito con una delle sue magie contro il Chelsea (numero su Leboeuf e bomba di sinistro al volo a distruggere la porta), ma alla terza giornata come anticipavo, la sua carriera si concluse bruscamente con uno degli infortuni più brutti della storia del calcio, era Aston Villa – Ipswich del 9 settembre 2000, Luc Nilis si scontrò con il portiere Wright riportando una doppia frattura di tibia e perone tanto complessa da fargli rischiare l’amputazione.

Un numero 10 duttile, che fungeva da rifinitore e seconda punta ma poteva essere utilizzato fino al ruolo di prima punta all’occorrenza. Ambidestro VERO (vedere per credere), danzava tra il quasi cervellotico di alcuni aspetti del suo gioco (visione e tempi da playmaker) ed il fioretto, a cui alternava esplosioni di potenza e tecnica fuori dal comune, come testimoniano alcune sue pazzesche giocate come la rete ad Oliver Kahn in Champions League.

Gli fu dedicata anche una canzone, “Nilis Op”, cantata da Jacques Vermeire sulle note di un famoso pezzo di chitarra anni ’90.

In ultimo un minidocumentario sulle sue gesta al PSV, averlo trovato solo in lingua originale è la fotografia di quanto questo calciatore sia stato sottovalutato a livello internazionale.

Grazie per tutto ciò che hai regalato a questo sport Lucky Luc, chi ama davvero il calcio non ti dimenticherà mai!

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