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Analisi 28^ giornata Serie A

28GIORNATA_L'ANALISI

 

La 28a giornata di Serie A puó essere vista come quella della rinascita per molte squadre in crisi e che sono riuscite ad ottenere risultati positivi per risalire un pó la classifica e questo é il caso della Roma e del Milan. Ma andiamo con ordine e vediamo cos’é successo in questo weekend:

               CHIEVOCHIEVO 1-0 PALERMOPALERMO

Il primo anticipo si é concluso con la vittoria a sorpresa dei veronesi sui rosanero col risultato di 1 a 0. Nel complesso il successo é meritato visto che i piú pericolosi della partita sono stati proprio i padroni di casa, i quali sono andati piú volte vicino al gol con Meggiorini prima e Paloschi poi. Il n.43 gialloblú decide la sfida approfittando di un lancio di tacco eseguito alla perfezione dal suo compagno di reparto per punire Sorrentino con un preciso rasoterra. Gli ospiti reagiscono e vanno vicini al pareggio con Vazquez ma il suo tiro si stampa sulla traversa ( nono legno per lui in stagione). 3 punti fondamentali per gli uomini di Maran, grazie ai quali si allontanano in maniera decisa dalle parti basse dalla classifica, mentre per i siciliani é crisi e Zamparini ha giá ordinato a Iachini di trovare le soluzioni per uscirne.

               MILANMILAN 3-1 CAGLIARICAGLIARI

Nel momento forse piú difficile dell’era Berlusconi i rossoneri risorgono dalle ceneri in un “San Siro” totalmente vuoto e contro un Cagliari che ha provato fino all’ultimo a portare via punti dal capoluogo lombardo. La partita si disputa su alti ritmi con le due compagini che se la giocano a viso aperto. I sardi vanno subito vicino alla rete con Sau ma i padroni di casa puniscono al primo tentativo: Menez prende palla sulla sinistra, si accentra e con un destro a giro buca imparabilmente Brkic. Per gli ospiti é un colpo veramente basso, infatti hanno bisogno dell’intervallo per rigenerarsi, ed al primo minuto del secondo tempo Farias salta in velocità Mexes e piazza un tiro su cui Diego Lopez non puó fare nulla. Neanche il tempo di riorganizzarsi che su ribaltamento di fronte, Mexes lasciato solo in area sarda colpisce con un destro al volo che finisce nell’angolino opposto. Dopo il nuovo vantaggio rossonero gli uomini di Zeman si buttano a testa bassa nella metá campo avversaria andando vicini alla rete con Joao Pedro che peró colpisce la traversa. La legge non scritta del calcio dice “gol mangiato,gol subito“: Cerci scappa via in contropiede e salta Ceppitelli che lo stende al limite dell’area, ma per l’arbitro é rigore; dagli 11 metri va Menez che non sbaglia. Il match finisce cosí 3 a 1 e per Inzaghi é una fondamentale boccata d’ossigeno, mentre per la squadra rossoblú la situazione si fa sempre piú critica.

             EMPOLIEMPOLI 3-1 SASSUOLOSASSUOLO

Sfida che inizia a ritmi decisamente piú lenti di quanto si potesse immaginare. Infatti é nella ripresa che si racchiudono i gol, in particolare nel primo quarto d’ora: inizia Saponara che corregge in rete una grande verticalizzazione di Croce; subito dopo Berardi mette in mezzo dalla destra e Rugani svirgola il pallone nella sua porta; palla al centro e stavolta é Mchelidze che si fa trovare pronto su un cross sotto-porta di Saponara; l’ex milanista chiude la contesa con un diagonale di sinistro che non lascia scampo a Consigli. Sarri continua la sua striscia di risultati utili consecutivi, mentre Di Francesco deve recuperare la concentrazione dei suoi, soprattutto dei tre attaccanti, eccessivamente distratti dalle voci di mercato.

               JUVENTUSJUVENTUS 1-0 GENOAGENOA

Quella andata in scena allo “Juventus Stadium” é stata una partita equilibrata con due squadre che hanno giocato con grande intensitá. A sbloccarla la giocata di un campione, Carlitos Tevez, che salta due avversari e la piazza sotto la traversa. I grifoni non demordono e hanno l’occasione di pareggiare con Niang ma il suo tiro a giro esce di poco fuori. Nella ripresa la partita scorre via tranquilla fino all’episodio che potrebbe chiudere il match con Tevez che sbaglia il calcio di rigore facendoselo parare da Lamanna ( entrato al posto dell’infortunato Perin ). Quota 67 per la Juve con lo scudetto ormai ad un passo. Genoa invece che dice addio ai sogni europei e che vuole chiudere al meglio questa stagione.

                  CESENACESENA 0-1 ROMAROMA

I giallorossi sono rinati e non poteva essere altrimenti, visto che questa era l’ultima occasione per difendere il secondo posto e non subire il sorpasso dei cugini biancocelesti. Una rinascita non solo dal punto di vista dei risultati ma anche del gioco. La Roma é stata vincente e convincente e deve ringraziare De Rossi, il quale si fa trovare pronto su un cross di Holebas infilando Leali con un preciso rasoterra. Per gli uomini di Garcia torna il sereno, mentre Di Carlo deve fare i conti con una classifica a dir poco deficitaria.

            LAZIOLAZIO 2-0 VERONAVERONA

Si sprecano ormai le parole e gli aggettivi per definire la squadra biancoceleste ed in particolare l’uomo che la sta trascinando, cioé Felipe Anderson. Il brasiliano ancora una volta colpisce, siglando il gol dell’1 a 0 con un perfetto colpo di testa su cross di Basta. Gli scaligeri hanno l’opportunità di pareggiare con Moras ma il suo tiro finisce prima sul palo e poi su Marchetti. Prima del finire della prima frazione la squadra di casa conquista un calcio di punizione al limite dell’area di cui s’incarica Candreva: il n.87 lascia partire una cannonata su cui  nessuno si sarebbe mai potuto opporre. Nei secondi 45 minuti di gioco gli uomini di Pioli si limitano a gestire il vantaggio. Grazie a questa vittoria la Lazio si allontana dalle pretendenti al terzo posto e rimane incollata alla Roma, mentre l’Hellas non é riuscito a replicare la prestazione mostrata contro il Napoli, ma non per questo Mandorlini ed i suoi devono disperarsi in quanto il campionato é ancora lungo e le chances per potersi salvare ce ne saranno ancora.

                NAPOLINAPOLI 1- 1 ATALANTAATALANTA

Ancora una volta gli azzurri mettono in mostra tutta la loro immaturitá e superficialitá. Una partita che era assolutamente da vincere se si voleva continuare a sperare nel secondo o terzo posto, é stata invece disputata col minimo sforzo. Una situazione snervante quella che stanno vivendo i tifosi partenopei in quanto vedono una squadra che in coppa si trasforma dando tutto e giocando piú che bene, mentre in campionato scendono in campo 11 controfigure. Contro qualsiasi squadra italiana si dovrebbe giocare esattamente come si fa in Coppa Italia o in Europa League ma Benitez ed i suoi non sono dello stesso parere. Soprattutto davanti a squadre cosí chiuse si dovrebbe far girare velocemente palla con continui movimenti ma a causa degli impegni infrasettimanali i giocatori non riescono a rendere sempre al 100%, un alibi che ormai non si regge piú in piedi. De Laurentiis, da presidente e persona astuta, ha deciso di dirottare tutte le attenzioni sul cattivo arbitraggio di Calvarese, nascondendo cosí tutti i palesi problemi della squadra. In effetti il match é stato dominato dagli azzurri con ben 8 occasioni da rete ma l’unico ad esser riuscito a battere Sportiello é stato Duvan Zapata con un preciso e potente colpo di testa su cross di Hamsik. Tutto ció dopo il vantaggio atalantino scaturito da un fallo non ravvisato di Pinilla su Henrique e lo stesso n.51 bergamasco ha poi continuato l’azione superando Andujar e depositando il pallone in rete. Per la cronaca da annotare anche le espulsioni di Gomez ( doppia ammonizione ) per l’Atalanta e di Benitez ( la prima in carriera ) nel finale convulso di partita. Ció che a questo punto deve domandarsi il Napoli é se diventare finalmente una grande squadra o meno e comportarsi da tale. Per gli uomini di Reja un punticino che li avvicina all’obiettivo salvezza.

                   PARMAPARMA 0-2 TORINOTORINO

Una partita particolare, disputata in un clima surreale. La prima per i parmensi dopo la sentenza di fallimento pronunciata dal tribunale la settimana scorsa. Eppure i gialloblú dimostrano grande professionalitá fino alla fine, infatti i granata per portare a casa i tre punti hanno dovuto sudare fino al 90simo. Decidono la sfida due tap-in di Maxi Lopez prima e Basha poi. Per la squadra di casa c’é stata anche l’occasione di pareggiare con Belfodil ma il suo tiro si é stampato sul palo. Il match in realtá finisce giá nel primo tempo con l’espulsione di Lucarelli per proteste. Grande merito a Donadoni per come riesce a tenere sulla corda i suoi uomini nonostante le enormi e perenni difficoltà. Per il Torino un successo che allieta in parte la delusione per l’eliminazione dall’Europa League.

              SAMPDORIASAMPDORIA 1-0 INTERINTER

Nella serata in cui i nerazzurri sfoderano la miglior prestazione degli ultimi anni ecco l’amara sentenza del campo, con la vittoria dei genovesi grazie ad un vero e proprio gioiello di Eder, fresco di convocazione nella Nazionale italiana. É stata la partita degli ex partendo da Mihajlovic, passando per Mancini e finendo ad Eto’o, ma durante i 90 minuti non c’é stata alcuna forma di pietá da parte dei protagonisti. Tutti hanno reso il massimo ed alla fine la giocata del fuoriclasse l’ha decisa. La Samp grazie a questi 3 punti scavalca il Napoli e si porta al 4o posto in solitaria, mentre l’Inter sprofonda sempre piú giú e si prepara psicologicamente giá alla prossima stagione.

           UDINESEUDINESE 2-2 FIORENTINAFIORENTINA

Concludiamo con la partita piú bella del weekend. Vero spettacolo in campo, con due squadre che fanno del bel gioco il loro punto di forza. A passare in vantaggio sono i friuliani con Wague che risolve una mischia in area. I viola provano a reagire ed ottengono risultati solo con l’ingresso in campo del loro bomber, Mario Gomez, che punisce due volte in pochi minuti Karnezis portando cosí in vantaggio i suoi. L’12 dura poco, infatti su una girata in area di Di Natale, Koné si avventa e realizza il pareggio. Si susseguono occasioni per i bianconeri con Thereau e Di Natale ma non riescono a portare a casa il punto della vittoria. Per Stramaccioni continua il periodo positivo, mentre per Montella un piccolissimo passo indietro che non pregiudica le proprie ambizioni europee.

Raffaele Cautiero

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