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Analisi 33^ giornata Serie A

Il turno infrasettimanale come da tradizione ha regalato tanti gol e spettacolo, ma soprattutto ci ha dato i primi verdetti come l’aritmetica retrocessione del Parma in Serie B. Nello stesso momento hanno raggiunto la salvezza sia il Chievo che l’Hellas Verona. Ai vertici invece c’é la Juve che é ormai prossima alla vittoria dello scudetto ( manca un solo punto ) e ci sono Roma e Lazio che grazie alle loro vittorie hanno allungato sul Napoli.

Ma andiamo a vedere le emozioni regalateci da questa giornata di campionato:

UDINESEINTER 1-2

É tornata la “pazza” Inter di Mancini, capace di uscire con tre punti dal “Friuli” ma dopo un enorme ed inutile sofferenza. Il primo tempo vede la squadra nerazzurra dominare su ogni zona del campo e andare vicina al gol con Hernanes ed Icardi. É nella ripresa che si concentrano le reti dell’incontro: dopo 3 minuti Kovacic viene atterrato da Danilo in area di rigore, dal dischetto va Icardi che non sbaglia; subito dopo Di Natale ben servito da Allan fredda Handanovic con un preciso rasoterra; quando ormai le speranze erano andate perdute ecco Podolski inventarsi un tiro da fuori che non lascia scampo a Karnezis. L’Udinese ci prova a reagire, ma la doppia inferioritá numerica ( espulsi Domizzi e Badu ) la limita. Solo nei minuti di recupero finali i friuliani hanno 2 opportunitá per pareggiare ma le sciupano. I nerazzurri provano ad agire negli spazi ma non riescono mai ad impensierire l’estremo difensore avversario. Mancini a fine partita si arrabbia sull’atteggiamento avuto dai suoi dopo il 2-1, mentre Stramaccioni si congratula con i suoi ragazzi per non aver mollato nonostante le tante difficoltá.

CESENAATALANTA 2-2

Era una delle partite piú importanti della giornata ed é finita col classico pareggio che non accontenta nessuna delle due. Nel primo tempo le due squadre mostrano grande aggressivitá ma non producono occasioni da gol. Nella ripresa il match si sblocca a causa di un’uscita avventata di Agliardi che permette a Pinilla di depositare il pallone in rete a porta vuota. Gli emiliani reagiscono immediatamente e conquistano un calcio di rigore con Brienza che viene atterrato da Benalouane: dagli undici metri si presenta lo stesso fantasista bianconero che non sbaglia. Da qui gli uomini di Di Carlo si sciolgono e si proiettano in attacco con tutti i propri giocatori offensivi. Ad un quarto d’ora dal termine Carbonero inventa un pallonetto dal limite dell’area che beffa Sportiello. 2-1 Cesena e delirio al “Manuzzi”. Ma quando la partita sembrava in controllo dei padroni di casa, l’ex D’Alessandro serpeggia nella difesa avversaria e tenta il tiro, contrastato da Krajnc, sulla ribattuta si avventa Pinilla che con una stupenda rovesciata batte Agliardi. É 2-2. La squadra di Di Carlo ha l’occasione per riportarsi in vantaggio con Succi ma sbaglia clamorosamente davanti alla porta. Peggio fa Perico che a 2 metri dalla linea di porta calcia alto. I bergamaschi sul finire dei minuti di recupero hanno l’occasione per mettere la parola fine al match con Bianchi, ma il n.9 piuttosto che passarla al meglio piazzato Benalouane che avrebbe segnato a porta vuota, decide di tirare con un diagonale che sfiora di poco i pali della porta difesa da Agliardi. Un punto che sancisce quasi la retrocessione in Serie B del Cesena, mentre per l’Atalanta la permanenza in A si fa sempre piú vicina.

CHIEVOCAGLIARI 1-0

Doveva essere la partita che permetteva al Cagliari di credere ancora nella salvezza, invece il Chievo ha conquistato questi tre punti, che permettono loro di essere aritmeticamente salvi. I sardi giocano una buona partita ma al primo errore vanno sotto: contropiede gialloblú avviato da Meggiorini, proseguito da Paloschi e finalizzato da colui che ha iniziato l’azione, il quale trafigge Brkic con un preciso diagonale. La squadra ospite prova a rendersi pericolosa con Cop e Sau ma la mira non é delle migliori. Colui che va piú vicino al pareggio é Farias ma il suo tiro esce di poco fuori. Nel finale vengono espulsi Murru e Cossu. Per Maran é l’ennesimo capolavoro della sua carriera. Festa invece deve raccogliere i cocci di una stagione andata male e sperare che i suoi riescano ad onorare questo finale di stagione per poi prepararsi al prossimo campionato di Serie B.

JUVENTUSFIORENTINA 3-2

Non é stata una bellissima partita, eppure é finita 3-2. La Juve é stata brava a finalizzare le occasioni avute, mentre la Viola ha prodotto tanto gioco senza peró riuscire a concretizzarlo. La partita si accende negli ultimi 5 minuti del primo tempo: Joaquin viene steso in area da Pirlo; per Banti é rigore; dal dischetto si presenta Gonzalo Rodriguez che non sbaglia. Dopo 2 minuti l’arbitro fischia una dubbia punizione ai bianconeri dal vertice basso dell’area di rigore fiorentina, per un presunto fallo di Neto su Sturaro. Dal piazzato va Pirlo che crossa in mezzo, trovando la testa di Llorente che piazza il pallone all’angolino. É 1-1. Quando l’arbitro sta per mandare le squadre negli spogliatoi, Evra inventa un lancio da metá campo, che trova Tevez lasciato solo in area, l’argentino vede Neto leggermente fuori dai pali e lo beffa con un pallonetto di testa. All’intervallo quindi é 2-1 per la Juve. Dagli spogliatoi esce una Fiorentina arrabbiata che va alla ricerca del pareggio. Joaquin si destreggia in area avversaria e viene atterrato da Chiellini: nuovo rigore per i gigliati; si ripresenta Gonzalo Rodriguez che stavolta sbaglia. Su capovolgimento di fronte Tevez fugge in profondità e trafigge il portiere avversario con un preciso diagonale. Game, set and match. Solo nel finale la Fiorentina accorcia le distanze con una punizione magistrale di Ilicic. Allegri puó finalmente pensare al Real Madrid dato che manca solo un punto alla conquista del 31o scudetto. Montella applaude i suoi per la prestazione ma torna a casa senza punti.

MILANGENOA 1-3

Mister Bee o Mister Lee? Inzaghi o non – Inzaghi? Ecco spiegata la sconfitta netta e meritata del Milan con il Genoa. Rossoneri che ripetono lo stesso atteggiamento visto ad Udine ed il risultato non puó che essere quello suddetto. I grifoni partono forte e vanno in vantaggio con Bertolacci che slalomeggia nella metá campo milanista ed una volta arrivato davanti a Diego Lopez lo fredda con un rasoterra. Il portiere di casa si registrerá alla fine come il migliore in campo visto che il risultato poteva essere molto piú pesante. Nei secondi 45 minuti raddoppio rossoblú con l’ex Niang che devia in rete un tiro di Tino Costa. A questo punto c’é una leggera reazione dei padroni di casa che si concretizza con Mexes, il quale trova l’incrocio con un tiro da fuori. Il Milan si apre alle ripartenze genoane e su una di queste Menez comette fallo tattico, seconda ammonizione ed espulsione per lui. Gli ospiti a questo punto si limitano a gestire e nel finale allungano con Iago Falque che realizza un calcio di rigore assegnato per fallo di Mexes su Kucka. Nei minuti di recupero Diego Lopez evita il poker eseguendo una doppia parata su Iago Falque e Lestienne. Finisce 1-3 ma la societá rossonera ha deciso che Inzaghi rimarrá fino al termine della stagione, mentre Gasperini puó essere contento di aver conquistato il 6o posto e di essere a -1 dalla Samp.

SAMPDORIAVERONA 1-1

Occasione sciupata dai blucerchiati che avevano l’opportunità di consolidare il 5o posto ed invece si fanno rimontare da un H. Verona mai domo. La partita é aperta ma non spettacolare, infatti bisogna attendere la ripresa per vivere la prima emozione con l’espulsione di Acquah per doppia ammonizione. I blucerchiati non demordono ed anzi vanno in vantaggio con un perfetto contropiede orchestrato da Muriel e finalizzato da De Silvestri. Il tempo dei festeggiamenti dura poco, in quanto alla prima occasione i veronesi pareggiano: Nico Lopez serve Toni in area, che deposita comodamente il pallone in rete. A questo punto le due squadre si allungano ma nessuna delle due ha la luciditá per portarsi in vantaggio. Per Mihajlovic sono due punti persi nella corsa all’Europa League anche se il 5o posto per ora é salvo, mentre Mandorlini puó festeggiare la salvezza raggiunta e puó godersi questo finale di stagione in tutta tranquillitá.

LAZIOPARMA 4-0

Tutto in 15 minuti: inizia Parolo con una conclusione da fuori che s’infila all’incrocio dove Mirante non puó mai arrivare; nell’azione successiva cross sottoporta che Mirante respinge, sulla ribattuta arriva Klose che non perdona; il Parma non ha il tempo di riorganizzarsi che arriva il 3-0 con Candreva, il quale sfugge alla difesa parmense e davanti all’estremo difensore avversario realizza con un perfetto rasoterra. Bisogna dire che il Parma aveva approcciato bene alla partita ma al 45′ la sfida é pressoché finita. Nella ripresa puro garbage – time con sole due azioni da annotare: Lila tira dai 20 metri prendendo la traversa; Keita ben servito da Candreva realizza il suo primo gol in questo campionato. Finisce 4-0 e per la Lazio non ci poteva essere risposta migliore al pareggio casalingo maturato col Chievo, mentre per il Parma c’é da ammettere la superiorità dell’avversario e nello stesso tempo deve continuare a giocare con la stessa dignitá e determinazione viste fino ad adesso, per la parte rimanente di stagione.

SASSUOLOROMA 0-3

La squadra giallorossa é finalmente rinata. Dopo 4 mesi di orrende prestazioni che hanno fatto da prologo a bruttissimi risultati, ecco finalmente una partita giocata da vera Roma. La squadra di Di Francesco fa da spettatrice non – pagante dinanzi allo strapotere mentale e tecnico dell’11 ospite. Gli uomini di Garcia vanno avanti grazie al primo gol in campionato di Doumbia che colpisce perfettamente di testa su cross di Pjanic. Consigli non esente da colpe. Dopo poco Florenzi prende palla sulla destra, salta due avversari e lascia partire un missile terra – aria sul quale nessun portiere avrebbe potuto far qualcosa. Il Sassuolo prova a reagire con Floro Flores e Zaza ma le loro conclusioni non impensieriscono piú di tanto De Sanctis. Nella ripresa la Roma chiude i giochi con Pjanic che finalizza al meglio un’azione personale di Gervinho. Si é rivista per 90 minuti la squadra che ha tenuto testa alla Juve nei primi 4 mesi di campionato e la speranza dei tifosi é che continui cosí fino alla fine. Di Francesco deve cominciare a preoccuparsi del gioco e dei risultati che non arrivano. Dal punto di vista della classifica la situazione non é gravissima, dati i 36 punti conquistati finora, ma sarebbe meglio per tutto l’ambiente emiliano conquistare quei 4 punti che garantirebbero la salvezza aritmetica.

PALERMOTORINO 2-2

Quella delle due che aveva piú da perdere era il Torino che sta lottando per tornare in Europa League. Proprio di questa situazione ha approfittato il Palermo che, libero da obblighi di classifica, ha deciso di giocarsela a viso aperto dando vita ad una bellissima partita. Al primo calcio d’angolo passano i rosanero: corner calciato da Dybala, sponda di Vazquez e gol di Vitiello. Pallone a centrocampo e risposta Toro: tiro ciabattato da Quagliarella, che incontra sulla sua direzione Bruno Peres; il brasiliano d’istinto piazza il pallone nell’angolino per il pareggio granata. Gli uomini di Iachini non ci stanno e si ributtano in avanti con Lazaar che crossa sul secondo palo, dove si avventa Rigoni, il quale deve solo appoggiare in rete. All’intervallo é 2-1 Palermo. Ventura inserisce El Kaddouri e Maxi Lopez ed i due confezionano il pareggio: cross del marocchino e finalizzazione impeccabile dell’argentino. La squadra di casa non s’arrende e va vicina al nuovo vantaggio con la traversa colta da Andelkovic. I granata rispondono con Maxi Lopez che di testa colpisce in rete, dopo aver commesso fallo su Vitiello. Finisce 2-2. Un punto che sa di beffa per i siciliani dato il doppio vantaggio, mentre per la società torinese é un pareggio che la mantiene ancora in corsa per un piazzamento in una competizione europea.

EMPOLINAPOLI 4-2

Empoli – show al “Castellani”. Per una sera la squadra toscana si trasforma nel Barcellona e non fa vedere palla alla squadra di Benitez. In realtá gli uomini di Sarri hanno espresso questo gioco per tutta la stagione ma mai a questi livelli. Si é davvero sfiorata la perfezione. Tutto l’opposto invece per quanto riguarda la squadra azzurra che ha dimostrato ancora una volta tutti i suoi limiti tecnici e caratteriali. Pronti, via e Maccarone sfugge alla difesa azzurra, trafiggendo Andujar con un preciso destro. Il Napoli prova a contenere le avanzate dei padroni di casa ma al 43′ arriva il raddoppio con l’autogol di Britos, sfortunato nel deviare nella propria porta una respinta di Andujar ad un cross di Saponara. Giá questo potrebbe essere il colpo del K.O., che invece arriva poco prima di andare negli spogliatoi con Saponara, che in rovesciata ribadisce in rete una parata dell’estremo difensore avversario ad una precedente conclusione di Pucciarelli, resosi protagonista nell’occasione con una stupenda azione personale. Nella ripresa i ritmi rallentano. Gli ospiti accorciano le distanze con l’autorete di Laurini, identica per dinamica a quella di Britos: tiro di Hamsik, respinto da Sepe sul corpo del francese e palla in rete. A questo punto Benitez dice ai suoi di osare. I partenopei provano a rendersi pericolosi con le conclusioni di Callejon e Maggio che escono di poco fuori. Nel momento “migliore” della squadra ospite l’Empoli chiude la partita siglando il 4-1 grazie all’autorete di Albiol. Nel finale arriva anche il 4-2 di Hamsik che serve solo per le statistiche. Per Sarri é l’ennesima dimostrazione del capolavoro che sta eseguendo nella cittá toscana. Benitez invece non puó far altro che cercare di disputare al meglio le restanti partite della stagione.

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