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Analisi della 32^ giornata Serie A Tim

analisi 32a giornata

Dopo una settimana passata ad elogiare il calcio italiano, il quale dava segni di ripresa grazie ai risultati di Juventus, Napoli e Fiorentina in Europa, ci ritroviamo ora a raccontare di una Domenica riempita da sassaiole, bombe carta e risse negli spogliatoi, che dimostrano  quanto siamo lontani dal raggiungere quel livello di mentalitá e cultura col quale dovrebbe essere affrontato lo sport.

Nonostante quest’ennesima brutta pagina della storia del calcio italiano, la giornata di campionato ha regalato spunti di grandi interesse, come la vittoria del Torino nel derby dopo 20 anni, la vittoria schiacciante del Napoli sulla Samp, il pareggio del Chievo con la Lazio, la vittoria dell’Inter sulla Roma ed il clamoroso successo del Cagliari sulla Fiorentina.

Allora andiamo a vedere come sono andate queste partite della 32a giornata:

               UDINESE – MILAN

Partono forte i bianconeri che creano occasioni con Guilherme e Di Natale ma Diego Lopez si fa trovare pronto. Il Milan risponde con un gol annullato ad Antonelli, per un presunto fallo su Widmer. Nella ripresa sono ancora i bianconeri a giocare meglio ed infatti vanno in vantaggio con Pinzi, bravo a trafiggere il portiere avversario con un destro angolato. I rossoneri non danno segni di ripresa e allora l’Udinese raddoppia con Badu, che trafigge Diego Lopez con una scivolata su cross di Guilherme. Gli ospiti, colpiti dal doppio svantaggio, vanno ancora piú in confusione. Solo nel finale Pazzini accorcia le distanze. Stramaccioni ritrova il sorriso grazie a questa importante vittoria. Nel Milan invece grande nervosismo con Inzaghi che rimprovera pesantemente la sua squadra, rischiando l’esonero su volere di Berlusconi, contrastato da Galliani che ha salvato il tecnico e ordinato  il ritiro a tempo indeterminato. Decisione che ha ulteriormente spaccato lo spogliatoio. Ora sta nella bravura di Inzaghi il rimettere insieme i pezzi e rendere dignitoso il finale di stagione.

                  INTER – ROMA

Partita aperta e subito occasioni da una parte e dall’altra: De Rossi dal limite, Handanovic risponde presente; capovolgimento di fronte, Hernanes punta Holebas, lo salta e con un sinistro potente ed angolato trafigge De Sanctis; il tempo di rimettere palla a centrocampo ed Ibarbo si ritrova la palla dell’11 che peró sciupa calciandola sul palo. Nella ripresa ritmi un pó piú compassati ed occasioni che scarseggiano. Florenzi, servito da Pjanic in area, ha una buona opportunitá ma calcia altissimo. Dato che i giallorossi non riescono a rendersi pericolosi, ci pensano i nerazzurri ad aiutarli con Ranocchia, che sbaglia un passaggio nella sua metá campo, ne approfitta Nainggolan, il quale fa partire un bolide su cui Handanovic non puó nulla. Poco dopo ancora la Roma ha l’occasione per andare sul 21 ma il portiere nerazzurro risponde presente. Dall’altra parte Guarin tutto solo davanti a De Sanctis si fa respingere la conclusione. Verso il finale Icardi aggancia una palla in area ma tira alto. Stessa situazione nei minuti di recupero: Podolski si accentra, vede il n.9 argentino tagliare in area, lo serve e con un potente diagonale l’attaccante nerazzurro porta in vantaggio i suoi. Finisce 21 per l’Inter, che si avvicina prepotentemente alla zona Europa League. La Roma deve guardarsi dal Napoli, ora distante solo 2 punti.

             ATALANTA – EMPOLI

Avevamo annunciato che nonostante l’importanza dell’incontro la partita si sarebbe giocata senza tatticismi e cosí é stato. Inizia l’Empoli che si rende pericoloso con Saponara, che prima tira su Sportiello e poi respinge alto. Poi Pucciarelli di testa deve solo ribadire in rete una respinta del portiere orobico ad una precedente conclusione di Maccarone, ma la mette incredibilmente alta. L’Atalanta si rende pericolosa con i suoi trequartisti: Maxi MoralezGomezEstigarribia, ma nessuno dei tre riesce ad inquadrare i pali della porta difesa da Sepe. Quando mancano 5 minuti alla fine del primo tempo: triangolazione Saponara – Pucciarelli – Saponara, il n.5 si ritrova tutto solo davanti all’estremo difensore avversario che punisce con un destro a giro imparabile. Dopo 2 minuti Maxi Moralez s’incunea in area e davanti a Sepe serve lo smarcato Gomez che a porta vuota appoggia in rete. Nella ripresa ricomincia bene l’Empoli con Maccarone che prende un palo. Gli atalantini rispondono con Estigarribia che calcia un rigore in movimento su Denis. Mentre la partita sembra avviarsi sui binari dell’11 Maccarone approfitta di un’azione combinata sulla sinistra dai suoi compagni, per farsi trovare smarcato all’altezza del dischetto e trafiggere Sportiello con un destro preciso. I padroni di casa reagiscono ma trovano il pari solo nei minuti di recupero: Denis stacca di testa su calcio d’angolo e supera Sepe. Finisce 22, un punto che serve poco ad entrambe. Nota stonata dell’incontro é ció che succede negli spogliatoi con Denis, che rifila un pugno a Tonelli, motivando il gesto con minacce subite durante l’incontro dal difensore empolese. Ovviamente per situazioni del genere non ci sono giustificazioni. A questi livelli nessuno s’immaginerebbe di raccontare episodi di questo tipo. Comunque la Procura Federale ha aperto le indagini e quindi non ci pronunciamo ulteriormente.

                 GENOA – CESENA

Dominio rossoblú al “Marassi” che ora sogna l’accesso alla prossima edizione dell’Europa League. I grifoni sbloccano il risultato con Bertolacci, abile a smarcarsi in area e punire Agliardi con un colpo di testa. I rossoblú insistono e conquistano un calcio di rigore, che viene realizzato alla perfezione da Perotti. Nella ripresa preoccupazione dei padroni di casa per l’infortunio del n.10 argentino. La sua uscita non comporta un ridimensionamento della squadra di Gasperini che anzi va sul 30 con Pavoletti. Il Cesena prova a reagire creando occasioni con Carbonero e Defrel. Solo il n.7 cesenate trova il jolly con una conclusione da fuori, ma é solo un fuoco di paglia. Nel finale vengono espulsi per gli ospiti Eduardo ed il tecnico Di Carlo. Il Genoa raggiunge quota 47, –2 dal sesto posto. Gli emiliani vengono scavalcati dal Cagliari e le speranze salvezza si riducono ad un lumicino.

                  LAZIO – CHIEVO

Clamoroso quanto succede all'”Olimpico“: la Lazio stecca in casa in un turno assolutamente favorevole vista la sconfitta della Roma a Milano ed anche la posizione in classifica dell’avversario. Bisogna dire che i biancocelesti non prendono sottogamba l’impegno anzi creano occasioni con Candreva. Bizzarri si supera piú volte sulle conclusioni dei suoi ex compagni, ma deve capitolare su un’incursione di Klose che si conclude con uno scavetto a superare l’opposizione del n.1 clivense. Nei secondi 45 minuti si prevede una Lazio piú arrembante ed un Chievo piú arrendevole, invece accade esattamente il contrario, e su un perfetto destro al volo di Paloschi i gialloblú trovano il pareggio. Addirittura gli ospiti avrebbero anche l’occasione per vincerla ma la conclusione di Paloschi viene ribattuta in calcio d’angolo. Il motivo di questa frenata biancoceleste sta di ricercare nelle assenze ( mancavano Parolo e Mauri ) e nel calo di forma di Felipe Anderson. Maran puó ritenersi soddisfatto della prestazione dei suoi, i quali non hanno regalato nulla alla formazione laziale.

              PARMA – PALERMO

Era una partita aperta ad ogni risultato e se é finita solo 10 é per le imprecisioni nelle conclusioni dei giocatori in campo. Inizia bene il Parma che si fa pericoloso con Ghezzal e Coda. Dopo 20 minuti dall’inizio del match Gobbi salta Rispoli sulla sinistra, il quale lo stende in area. Calcio di rigore per i parmensi, che viene realizzato senza esitazioni da Nocerino. Il Parma vuol chiudere la pratica e prova a raddoppiare con Jorquera ma i suoi tiri sono imprecisi. I rosanero si svegliano sul finire della prima frazione con Dybala che calcia a Mirante battuto, ma Feddal salva sulla linea. Ci provano anche Chocev e Vazquez ma il portiere avversario risponde sempre presente. Nella ripresa pressing asfissiante degli uomini di Iachini che si fanno pericolosi con Lazaar e Belotti ma l’estremo difensore emiliano si fa trovare pronto. Donadoni inserisce Belfodil che si rende pericoloso con due conclusioni: una di poco fuori, l’altra respinta da Ujkani. Finisce 10 e per il Parma é un altro tassello verso un campionato piú che dignitoso. Per i palermitani c’é l’occasione del riscatto immediato col turno infrasettimanale che vedrá i rosanero opposti al Torino.

             TORINO – JUVENTUS

Abbiamo giá parlato di quanto siano stati vergognosi i fatti accaduti nel pre-partita: sasso lanciato dai tifosi granata che infrange una vetrata del pullman dei giocatori della Juve; in risposta dentro lo stadio, i tifosi bianconeri  feriscono i tifosi granata presenti nel settore vicino con una bomba carta, riportando 9 feriti, di cui nessuno in gravi condizioni. Si attendono ora le decisioni del Giudice Sportivo che puó portare dalla chiusura temporanea di uno o piú settori dello stadio, alla chiusura fino al termine della stagione. Ovviamente questo vale sia per il Torino che per la Juve. Per fortuna si puó parlare anche di calcio e nel match andato in scena sono tante le cose da annotare. Prima di tutto i bianconeri sono i primi a rendersi pericolosi con Matri e Morata. La sfida viaggia sui binari di un sostanziale equilibrio, fino alla “maledetta” di Andrea Pirlo: palla sotto la traversa e poi in rete; Padelli immobile. I granata non si demoralizzano: Quagliarella si porta sul vertice basso dell’area di rigore juventina, crossa in mezzo, si avventa Darmian, che sbaglia inizialmente lo stop, ma poi recupera anticipando Buffon con un destro potente. Il pareggio raggiunto allo scadere da vigore ai padroni di casa che nella ripresa continuano ad attaccare e si portano in vantaggio con Quagliarella, bravo a finalizzare un cross sottorete di Darmian. Stadio che si trasforma in un catino ma la partita non é finita. Pirlo dai 30 metri, palo. Poco dopo Vidal, doppia conclusione respinta alla grande dall’estremo difensore avversario. Ancora cross in mezzo all’area granata, si avventa Matri che prende in pieno il palo. Ultima occasione con Vidal che stacca di testa sul secondo palo su un cross proveniente dalla destra, ma Padelli fa un vero miracolo e porta la sua squadra alla vittoria. Vittoria forse immeritata per i granata, peró sicuramente di prestigio, dato che arriva dopo 20 anni dall’ultimo successo in un derby. Allegri puó recriminare sulle occasioni sciupate ma ormai gli mancano solo 4 punti per conquistare lo scudetto.

VERONA – SASSUOLO

I pronostici sono stati rispettati: partita bella doveva essere e partita bella é stata. Dopo un quarto d’ora puó giá cambiare la partita con Rafael ( portiere gialloblú ) che tocca il pallone con le mani fuori area, rosso per lui ed H. Verona in 10. La squadra di casa non si scompone ed anzi va in vantaggio con Juanito Gomez, abile a superare Consigli con un pallonetto. I neroverdi non ci stanno e pareggiano subito con una sfortunata autorete di Moras. Nel secondo tempo la squadra di Di Francesco si riversa in avanti ed i gialloblú ne approfittano per colpire in contropiede: prima Toni scatta sul filo del fuorigioco e porta in vantaggio i suoi; dopodiché con una stupenda azione personale sigla la doppietta personale e chiude la partita. Nel finale Floro Flores accorcia le distanze ma ormai é troppo tardi. Mandorlini si puó godere a pieno titolo l’eterna giovinezza di Luca Toni, mentre il Sassuolo deve lavorare sulla sua ingenuitá e fare esperienza degli errori commessi in questa partita.

          FIORENTINA – CAGLIARI

Tutti si aspettavano una partita dall’esito scontato ed invece i rossoblú del neo-tecnico Festa sorprendono chiunque con una prestazione gagliarda e concreta. Le prime avvisaglie arrivano dopo 4 minuti, quando Cop deposita in rete il vantaggio sardo. La Viola prova a reagire ma il possesso palla é sterile e di occasioni davanti a Brkic non se ne vedono. Nella ripresa si pensa ad una Fiorentina arrabbiata e quindi piú pericolosa ed invece gli ospiti raddoppiano ancora con Cop. A questo punto Montella si arrende, ma proprio quando la squadra di casa sembra sul punto di sfilacciarsi, Vargas prova un diagonale sul quale si avventa Gilardino che accorcia le distanze. Da qui inizia il forcing gigliato ma la squadra ospite colpisce ancora una volta in contropiede: Farias scappa a Tomovic e davanti a Neto non sbaglia. I padroni di casa escono tra i fischi ed ora devono riflettere sull’atteggiamento che sta compromettendo il loro campionato. Il Cagliari dopo un risultato cosí a sorpresa e soprattutto dopo una prestazione cosí convincente, puó ritornare a sperare nella salvezza, ora distante 7 punti.

            NAPOLI – SAMPDORIA

Il risultato parla da sé: 42. Gli azzurri sono come un fiume in piena, inondano tutto ció che trovano, senza che ci sia qualcosa o qualcuno che li possa fermare. Eppure sono i blucerchiati a passare in vantaggio per primi con Eder che scappa dietro la linea difensiva partenopea e serve in mezzo Okaka, sul passaggio interviene Albiol che manda il pallone nella propria porta. Qui finisce la partita della squadra di Mihajlovic ed inizia quella del team di Benitez. Gli azzurri creano occasioni con Callejon ed Higuain ma giungono al pareggio grazie ad un clamoroso errore di Viviano su tiro di Gabbiadini. Passano appena 3 minuti ed il Napoli raddrizza la partita con Higuain che triangola con l’ex Samp e fa partire un destro su cui il portiere avversario non puó nulla. Si va al riposo sul 21 Napoli. Nel secondo tempo De Silvestri perde palla a centrocampo, ne approfitta Insigne che dopo essersi fatto 40 metri palla al piede, lascia partire un destro a giro dal limite che s’insacca nell’angolino piú lontano, dove Viviano non puó mai arrivare. I ritmi si abbassano e ne gode il Napoli. Hamsik, entrato al posto di Gabbiadini, s’incunea in area e viene atterrato da De Silvestri: calcio di rigore per i partenopei, di cui s’incarica Higuain che non sbaglia; quota 50 reti in due stagioni con la maglia del Napoli per l’argentino. I blucerchiati mollano e si aprono gli spazi: prima Hamsik e poi Duvan si vedono respinta la conclusione. Nel finale Muriel lascia partire una sassata di destro dai 20 metri su cui Andujar non puó nulla. I tifosi azzurri ora possono tornare a sperare in una stagione positiva visto che il secondo posto dista solo 3 punti. Mihajlovic se la prende con i suoi per l’atteggiamento avuto, ma riconosce anche i meriti del Napoli nell’esser stato superiore. Inoltre il tecnico serbo deve preoccuparsi delle condizioni di Eder uscito malconcio dalla sfida del “San Paolo“. Questa partita ha dimostrato che per i blucerchiati la strada é ancora lunga per competere a livelli piú alti, come per le posizioni che valgono la Champions League, ma continuando su questa strada e conseguendo la qualificazione alla prossima edizione dell’Europa League, si puó accumulare quell’esperienza necessaria per poter lottare l’anno prossimo al raggiungimento del 2o3o posto. Il Napoli invece si é reso conto di essere la seconda squadra piú forte d’Italia dopo la Juve e questo deve dimostrarlo giornata dopo giornata, su ogni campo, contro qualsiasi avversario.

Raffaele Cautiero

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