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UFFICIALE: Liverpool, è l’ora di Jurgen Klopp!

Presentato il tecnico tedesco che ha firmato un triennale coi Reds: “Voglio vincere con una squadra aggressiva e spettacolare: ai tifosi voglio dare ricordi che siano incancellabili”

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L’ufficialità del nuovo allenatore dei reds è arrivata nella mattinata di ieri, venerdì 9 ottobre. Jurgen Klopp prenderà il posto in panchina lasciato dal tecnico Rodgers, esonerato dopo un avvio di stagione deludente con risultati che tardano ad arrivare. Secondo tedesco dopo Felix Magath (che non è andato benissimo, sulla panchina del Fulham) ad allenare in Premier League, Klopp è stato presentato ufficialmente ieri mattina, nella conferenza delle 11 diventata già un cult per frasi del tipo: “perchè in fondo sono un romantico del calcio”, “io sono quello normale, è il club ad essere speciale”, “non puoi avere la migliore atmosfera del mondo e giocare in orizzontale” e ancora “se non avrò vinto nulla nei prossimi anni, andrò in Svizzera”. L’apice della conferenza giunge però non appena i giornalisti incalzano il neotecnico chiedendo come si spiega la sua popolarità tra il pubblico inglese: “Io molto popolare in Inghilterra? Sono “the Normal One”, risponde.


Per quanto l’impatto che la figura di Klopp ha avuto con l’universo Liverpool sia stato enormemente positivo, l’ex
allenatore del Mainz non potrà vivere di solo entusiasmo senza poi brillare sul campo. Piace a tutti, è vero, ma bisognerà applicarsi sin da subito, perchè la stagione non è affatto da buttare: due sole sconfitte in campionato tengono i Reds a -6 dal Manchester City capolista in un torneo che fatica a trovare una leader vera, mentre in Europa sono arrivati due pari ed il discorso qualificazione (in un girone abbastanza abbordabile) è tutt’altro che compromesso.

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Più che le doti caratteriali di Klopp, adesso, è curioso sapere se e come saprà adattare la sua filosofia, quel “Gegenpressing” che ha ereditato e prima e innovato poi, sempre durante gli anni di gloria a Dortmund. E’ possibile far giocare in quel modo così “aggressivo” il Liverpool? Non si tratta, infatti, di fornire solamente un po’ di equilibrio alla squadra del presidente Gordon: la verità è che c’è abbondanza in attacco ma i gol all’attivo sono pochi; manca qualità a centrocampo, inevitabilmente dopo l’addio di Gerrard e l’infortunio di Henderson, che rienterà almeno tra un mese; la fase difensiva è sempre troppo poco aggressiva.


Il nuovo Liverpool sarà subito atteso da sfide delicate: l’esordio del neotecnico avverrà a White Hart Lane sabato 17, poi, nel giro di un mese, le due trasferte in casa di Chelsea e Manchester City e la doppia sfida al Rubin Kazan, ci diranno se i Reds faranno davvero sul serio, e se la rivoluzione è davvero iniziata. Per quanto amiamo questo sport, ce lo auguriamo.

 

Mirco Drighetto

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